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San Gregorio nelle Alpi
- Una contesa secolare sui confini, avvenne in Val Scura e sui monti sovrastanti, tra la regola di Val e Fagarè da una parte (attuali frazioni di Cergnai, Campel e Villa di Pria, nel Comune di Santa Giustina), e la regola di San Gregorio dall'altra parte (comprendente sostanzialmente quasi tutto l'attuale territorio Comunale). Questo contenzioso andò avanti dal 1400 a tutto il 1700 con alterne vicende e molte sentenze a volte favorevoli a una parte e a volte contrarie. La prima sentenza assegnò alla Regola di Val e Fagarè La Val Scura e i monti sovrastanti sin alla sommità di Palia. Altre sentenze modificarono a più riprese i confini. La sentenza definitiva, sostanzialmente, indica come il confine sia individuato, "sotto i salti da una parte e sopra i salti gli altri), ovvero sotto i salti, (pareti rocciose), la regola di Val e Fagarè e sopra le pareti rocciose, la regola di San Gregorio. Con l'ultima sentenza i confini, sommariamente descritti e segnati sul posto da croci scolpite nella roccia, indicavano il confine regoliero a partire dal torrente Veses verso la montagna, (esiste ancora una porzione di muro che indicava tale limite, poco a monte del "pian della nogherola" sotto la località Benelli. Dal torrente Veses, passando per il muro di confine, si prosegue salendo lungo lo spigolo di San Felice, (costa Selina), lasciando a destra il "bosco di Muiach" (era un bosco a uso esclusivo della omonima frazione di San Gregorio). Proseguendo in spigolo la "costa Selina" si giunge a un sentiero che dal piano di Roncoi porta in Val scura, passando a lato di un piccolo colle con ruderi di fabbricati, (in Comune di Santa Giustina), poco distante sul sentiero in direzione dei ruderi, è presente una piccola sorgente d'acqua perenne con incavo e piccola vasca su roccia. Sempre salendo la "Costa Selina" si intercetta una seconda traccia di sentiero, poco accennata, che termina giusto prima delle balze rocciose, ancora salendo si giunge in prossimità dei prati, sottostanti la chiesa di San Felice (un tempo piccolo borgo abitato, ruderi di abitazioni). Il confine più o meno all'altezza di questa seconda traccia di sentiero, svolta a sinistra, alla metà delle crode sotto i prati di San Felice e il sottostante bosco con sentiero e sorgente (Fontanel). Il confine traversa in orizzontale le crode sino a giungere verso la Val Scura su una piccola cengia (localmente denominata banca) a strapiombo, giusto sotto la Chiesa, sulla quale venne rilevata la presenza di una croce consunta, scolpita su roccia farinosa. Sempre seguendo la cengia (molto stretta e accidentata), ma rimanendo ai piedi della parete rocciosa si arriva a intersecare il vecchio percorso carraio tagliato sulla roccia che da San Felice, porta alla Val Scura, e al "Bosco Litigoso" nonché alle casere con stalla, località Pradel (in abbandono ma di proprietà dello Stato). Si ricorda come in alcune delle sentenze, venne ordinato ai regolieri di San Gregorio di distruggere la strada che proveniva da San Felice e portava in Val scura, affinché potessero passare solamente animali e persone, non carri da trasporto. Da questo punto, in corrispondenza di una curva versi sinistra, si traversa la strada e si prende il sentiero detto del Fontanon che porta verso monte (a tratti estremamente ripido), tracciato che si snoda su un ghiaione (citato nelle sentenze), in direzione della Val delle Ere, passando per il Covol, Pala Man, Fontanon, Ere. Poco oltre l'inizio del sentiero del "fontanon" a circa trenta metri dalla partenza, si nota a sinistra una labile traccia di sentiero in disuso, quasi orizzontale sul ghiaione che si dirige verso la valle, mantenendo una quota costante. Il tracciato dl sentiero del Fontanon è stato da alcuni decenni modificato e spostato nel tratto iniziale, causa franamenti della vecchia sede ormai impraticabile ma ancora riconoscibile. Il confine segue il sentiero originale sin quasi sotto la parete posta poco prima del Covol, in corrispondenza di una netta svolta a destra (attuale terzo tornante). Proseguendo verso sinistra sotto la parete della Pala Man, verso la Val Scura, si arriva dopo una cinquantina di metri a un precipizio che interrompe la possibilità di proseguire oltre. In questo punto è presente una croce scolpita su roccia. Da questa croce (indicato localmente come "termen") si scende lungo la linea di massima pendenza per circa 100 metri sino alla base del filone roccioso, qui è stata rinvenuta un'altra croce scolpita, molto rovinata. Da questo punto si prosegue a destra costeggiando la parete rocciosa per altri 60/80 metri, seguendo una traccia di sentiero che altro non è che la prosecuzione di quel labile sentiero su ghiaione, prima accennato. In prossimità di un antro su roccia, poco a valle, sotto un masso sporgente è ubicata un'altra croce scolpita. Si segue sempre la traccia di sentiero che costeggia la base della parete rocciosa e in prossimità di un ampio dosso boscoso, verso valle, su una roccia poco evidente è segnalata un'altra croce scolpita. Si continua per altri 150 metri sino a un filone roccioso parallelo alla parete principale, la traccia di sentiero si perde su un ghiaione. Alla base del filone, ad altezza d'uomo, altra croce scolpita. In questo punto la traccia di sentiero si biforca. A destra salendo si arriva a un covolo, molto grande e da questo salendo verso destra si giunge al sentiero del Fontanon, mentre proseguendo a sinistra si giunge a una valle profonda (boral citato nelle sentenze), laterale della Val scura. Sul lato destro della valle sotto a una grande sporgenza della roccia, altra croce scolpita. Giunti sul versante destro della valletta, tracce di un vecchio sentiero che proviene dalla strada di Pradel, si prende a salire tenendosi leggermente a sinistra per altri 200 metri sino a una serie di rocce ben evidenti che delimitano una scarpata. Altra croce scolpita. Trenta metri a monte della croce si prende a sinistra scendendo lungo un ripido pendio erboso a balze, sino alla base della parete. Da qui si risale brevemente lungo la valletta sino a un salto di roccia, altra croce scolpita sulla sinistra. Il confine a questo punto traversa la parete rocciosa verso sinistra, sulla sommità in corrispondenza del displuvio, vi è un'altra croce scolpita in posizione aerea. Risalendo la cresta (displuvio), si trova dopo circa 70 metri, alla base di un masso un'altra croce scolpita, ben evidente. Si prosegue in salita lungo la dorsale sino a incrociare quasi sotto una balza ripida un'altra traccia di sentiero che si diparte dalle casere Pradel per poi proseguire verso sinistra sui vecchi prati della Vizza, mentre verso destra porta al Pian del Toro e Val delle Ere. Dal compluvio sotto la grande balza rocciosa, verso sinistra, costeggiando per un centinaio di metri la parete che delimita la Val delle Ere dal sottostante bosco della Vizza, si trova a circa due metri di altezza un'altra croce scolpita, in corrispondenza di una "burangola" valletta ripida e accidentata ma percorribile che porta ai vecchi prati superiori (Val delle Ere). A questo punto il sentiero (labile traccia), prosegue sotto le rocce sino ai ruderi di Col Selvin e Col Cavaller. Il confine tra le due regole e quindi tra i due Comuni, da questo punto si colloca esattamente alla metà tra il piede e la sommità della parete (Pala Fioca), e la segue sino alla dorsale delle "Banche" che va a delimitare un'ampia valle secondaria (Val Cavaller), che scende verso a sinistra verso la Val Scura, mentre volgendo lo sguardo a destra si ammira tutta la Val delle Ere e il dosso dei Doff. Da questo punto il confine storico è incerto, in una sentenza si afferma che dalla sommità sopra i salti di questa dorsale detta di "Banche" attraverso altri luoghi si arriva alla forcella di Forca, ma non sono state fatte ricerche in merito. Considerata l'importanza che tali territori avevano nel passato, non è esclusa la possibilità di reperire altri termini di confine da questo punto sino alla forcella di Forca attraverso le varie banche praticabili sotto il Pizzocco, lato ovest. Viene comunque segnalata la presenza di una croce scolpita, sulla sommità di un alto rilievo posto a destra della forcella di Forca verso il crinale di Cimia. Si consideri che l'attuale confine catastale, in molti punti non corrisponde per nulla al confine storico e la rappresentazione in mappa lo colloca addirittura di molto al di sopra della parete rocciosa, addirittura sulla valle delle Ere, ben distante dalla mezzeria dei salti, mentre le vecchie tabelle dell'azienda forestale di stato erano poste sul sentiero sotto la grande parete della Pala fioca. È evidente come gli estensori del primo catasto (napoleonico) non avevano alcun interesse a delimitare con precisione territori non remunerativi e di scarso interesse, vista anche la relazione che avevano con le Regole da poco soppresse. Il successivo catasto austro-italiano, riprese in sostanza quanto disegnato dai topografi al seguito delle armate napoleoniche. Anche il nuovo catasto terreni, realizzato a soli scopi estimativi, distante dagli obbiettivi delle ormai dimenticate "Regole" non colse l'importanza del confine storico e lo indicò sommariamente con punti molto distanti tra loro e individuati per intersezione. È un peccato che le nuove generazioni non possano conoscere quanto siano costate le fatiche delle antiche popolazioni su queste crode. Comunque se si considerano i confini storici e come da sentenze, misurando da confini naturali, crinali o displuvi, e confrontando con l'attuale confine catastale, il Comune di san Gregorio perde rispetto al Comune di Santa Giustina, circa 13 ettari nella zona di Cimia, 30 ettari nella zona sopra Banche a ovest del Pizzocco e altri 7 ettari nella zona al di sotto delle Banche verso la Val Scura, sino alla chiesa di San Felice. Inoltre nei confronti del Comune di Cesiomaggiore ci rimette altri 4 ettari a ovest di Cimia verso i Piani Eterni e altri 10 ettari li perde nei confronti del Comune di Sospirolo nella zona a nord della Gusela e a est di Cimia e Val Falcina. Per un totale di circa 64 ettari, la cui proprietà attuale risulta essere in buona parte del Demanio dello Stato. Una mappa rappresenta un territorio, ma non è il territorio.
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A proposito di questa mappa
Nome: Mappa topografica San Gregorio nelle Alpi, altitudine, rilievo.
Luogo: San Gregorio nelle Alpi, Belluno, Veneto, 32030, Italia (46.08793 12.00041 46.16638 12.06545)
Altitudine media: 943 m
Altitudine minima: 279 m
Altitudine massima: 2’159 m
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Altitudine media: 681 m
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Passo di Giau
Italia > Veneto > Belluno > Colle Santa Lucia
Il passo venne scalato al Giro per la prima volta nel 1973 e da allora è stato percorso svariate volte. Nel 1973, 2011 e 2021 è stato inoltre Cima Coppi, cioè la cima più alta scalata in quelle edizioni. Nel Giro 2013 era previsto il passaggio al Giau nella 20ª tappa (Silandro-Tre Cime di Lavaredo), ma il…
Altitudine media: 2’129 m
Campo San Pietro
Italia > Veneto > Belluno > Villa di Villa > Campo San Pietro
Altitudine media: 339 m
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